La mia passione per il Giappone sboccia in un pomeriggio di primavera del 1992, di quelli che restano impressi nella memoria come una fotografia dai colori vividi. Allora ero poco più che una bambina e, come tanti nei giorni spensierati dell’infanzia, passavo lunghe ore davanti alla televisione, rapita dal mondo incantato dei cartoni animati.
Ricordo nitidamente quell’attimo, come se fosse ieri. Mi trovavo a casa di mia nonna, con il televisore acceso in sottofondo, mentre lei sedeva al tavolo della sala, proprio accanto a me. Stavo cambiando canale senza troppa attenzione, quando all’improvviso comparve un cartone animato che non avevo mai visto prima. Fu questione di un istante… la protagonista mi conquistò con la sua aria immatura, sbadata, chiassosa e tutt’altro che elegante. Portava sempre due codine alte, arrotolate ai lati della sua buffa testolina, simili a polpette: gli odango.
Fu un vero colpo di fulmine. La vidi e decisi che avrei voluto essere come lei. Mi impegnai con tutta la serietà che solo un bambino può avere per assomigliarle: volevo essere sbadata, immatura, chiassosa e tutt’altro che elegante. E devo ammettere che in quell’impresa ottenni un successo sorprendente!
Con il passare degli episodi, però, qualcosa cambiò. Quel personaggio che ormai consideravo la mia eroina cresceva, e con lei crescevano anche i miei sogni. Fu allora che presi la mia prima, grande decisione: avrei imparato il giapponese. Ma a Nuoro, la mia piccola e isolata città, quell’idea sembrava quasi un miraggio. Non c’erano corsi, né possibilità immediate. Tutto ciò che potevo fare era attendere il momento giusto per iscrivermi all’università. E così feci. Quando arrivò il tempo, scelsi senza esitazione la facoltà di Lingue e Civiltà Orientali, specializzandomi in lingua e letteratura giapponese.
Gli anni passarono tra libri, sacrifici, appunti e valigie: studiai, viaggiai, trascorsi diversi soggiorni in Giappone. Finché, nel luglio del 2005, mi laureai a pieni voti. Sentivo però che il mio cammino non era ancora compiuto: proseguii gli studi per altri cinque anni, così da poter insegnare anche l’inglese nella scuola pubblica italiana. Poi, finalmente, decisi che era arrivato il momento di restituire ciò che avevo appreso, proprio nella mia terra.
Volevo che chi, come me, coltivava un sogno lontano, potesse inseguirlo subito e senza ostacoli. Desideravo che chiunque avesse la passione per il giapponese trovasse a Nuoro l’opportunità di impararlo.
Così, dal 2009, ho iniziato a tenere corsi di lingua e cultura giapponese aperti a tutti, grandi e piccini, proprio nella mia città. E dall’anno successivo, il 2010, insegno anche inglese, sia nella scuola pubblica che in corsi organizzati da enti privati.
Ed eccomi qui: quella bambina incantata davanti alla televisione non esiste più, ma la sua meraviglia continua a vivere dentro di me, ogni volta che apro un libro, entro in aula o racconto un pezzetto di Giappone a chi ha voglia di ascoltarlo.
Se anche tu senti nascere dentro di te la curiosità per il Giappone e vuoi trasformarla in un viaggio concreto, scrivimi: sarò felice di guidarti tra date, corsi e nuove scoperte.




